Inizia la trasformazione del Porto di Ancona

Su progetto della SPES ITALIA Engineering srl sono stati demoliti dalla Eco Demolizioni srl, in collaborazione con la SIAG srl, i silos granari all'interno del porto di Ancona

Trasformazione è la parola più ricorrente quando si parla del porto di Ancona negli ultimi anni. Un percorso di metamorfosi legato al cambiamento del mercato del settore dei cereali, che ha visto una forte ed irreversibile riduzione dei traffici nello scalo, a seguito della sempre maggiore concentrazione del traffico negli scali di Ravenna e Bari, in quanto più prossimi alle grandi aziende di trasformazione.
Oltre ai problemi del mercato, altro fattore di non poco conto sono stati gli interventi di manutenzione straordinaria su silos, costruiti negli anni '60, che da una stima si quantificavano in svariati milioni di Euro. In virtù di ciò l'Autorità di Sistema Portuale del Medio Adriatico e la Silos Granari della Sicilia srl, titolare della concessione demaniale, hanno optato per la demolizione dei silos e la rimessa in pristino delle aree. La demolizione ha liberato la banchina per una lunghezza complessiva di circa 350 metri, con un retro banchina di 33.000 metri quadrati.
Nel mese di marzo 2019 hanno avuto inizio i lavori di demolizione assegnati alla Eco Demolizioni srl di Rimini che in collaborazione con la Siag srl di Parma, ha eseguito la demolizione impiegando 5 mesi, nel corso dei quali sono state eseguite tutte le complesse operazioni di decommissioning, fino all'intero ripristino delle aree esterne.


L'impianto di stoccaggio dei cereali
L'intero impianto, realizzato secondo i canoni classici degli anni '60 del secolo scorso, presentava una rilevante estensione sia in pianta che in sviluppo verticale.
In esso si potevano individuare quattro aree ben distinte:
• blocco dei silos, costituito da n. 34 silos cilindrici in calcestruzzo armato di altezza pari a ml 35, con diametro interno pari a circa 8,00 ml per una capacità complessiva di stoccaggio pari a circa 46.200 tonnellate. In posizione centrale, rispetto ai silos, si ergeva una torre in acciaio dell'altezza di ml 46,00 circa;
• area magazzini costituiti da diversi fabbricati aventi un'altezza media pari a 8,5 ml;
• area uffici;
• area più prossima alla banchina dove vi erano due gru mobili su binario realizzate in acciaio ed utilizzate per il carico e lo scarico delle merci.


Il progetto di demolizione
Il progetto della demolizione affidato alla società d'ingegneria SPES ITALIA Engineering srl, è stato volto in una prima fase alla determinazione della più idonea metodica di demolizione, da sottoporre poi ad autorizzazione da parte della Autorità di Sistema Portuale e degli altri Enti interessati. Viste le caratteristiche della struttura, i vincoli e le condizioni ambientali in cui doveva avvenire la demolizione, nonché le necessarie tempistiche da rispettare imposte dalla Committenza, si è ritenuta più valida una demolizione di tipo combinato. L'utilizzo dei mezzi meccanici unito all'abbattimento controllato con esplosivo ha permesso di raggiungere un elevato grado di produzione e riduzione dei termini di esecuzione dei lavori, unito ad un aumento della sicurezza intrinseca ed estrinseca al cantiere. L'abbattimento controllato con esplosivo risulta essere un'operazione altamente specialistica in grado di minimizzare i tempi di demolizione, ma alzando contemporaneamente gli standard di sicurezza, in quanto le operazioni sono contenute in un ristretto intervallo di tempo e tutti gli operatori sono a debita distanza. Ciò non può che essere un notevole beneficio sia a livello sociale che ambientale.
Dopo aver acquisito la conoscenza dell'intera struttura dal punto di vista architettonico e strutturale, facendo anche ricorso a strumentazione di rilievo laser 3d e droni per i rilievi dall'alto, nonché indagini diagnostiche e geofisiche per le caratterizzazioni meccaniche e fisiche sia della struttura sia del terreno di fondazione. Si è passati alla progettazione vera e propria che è consistita nel determinare il tipo di abbattimento, il quantitativo di esplosivo da impiegare, il numero dei pilastri da minare, il piano di tiro da eseguire.
L'intento progettuale è stato quello di procedere ad una demolizione graduale (da un blocco di n.2 silos fino ad un blocco di n.5 silos) al fine di valutare in cantiere le ipotesi previsionali eseguite ed allo stesso tempo far abituare i non addetti ai lavori allo scoppio delle cariche detonanti, così da non creare nessun tipo di allarmismo.
La presenza di strutture sensibili vicine alle strutture da abbattere (capannone con all'interno scanner per verifica merci in arrivo e partenza) nonché la vicinanza del porto al centro storico della città di Ancona ha comportato un'attenta analisi degli impatti ambientali e delle relative misure di mitigazione.
Gli impatti ambientali analizzati sono stati:
• sollecitazioni dinamiche nel suolo (vibrazioni) prodotte sia dalla detonazione delle cariche di esplosivo sia dal crollo della struttura;
• proiezione di detriti causati dalla detonazione delle cariche di esplosivo e dall'impatto a terra dei silos;
• rumore generato dalla detonazione delle cariche;
• polveri prodotte dalla disgregazione della struttura;
• salvaguardia dell'acqua marina.


Cronistoria dei lavori
Sotto la Direzione dei Lavori dell'Ing. Libero Rattini, sono iniziati l'11 marzo 2019 i lavori di demolizione.
Le principali fasi delle lavorazioni sono state le seguenti:
• Demolizione di tutti i capannoni, con inizio dal lato ingresso, il tutto per liberare gli spazi necessari alla demolizione dei silos;
• Demolizione meccanica silos nn. 1-2-3-20;
Abbattimento controllato con esplosivo silos nn. 18-19;
• Demolizione meccanica silos nn. 4-5-6-7-24;
• Abbattimento controllato con esplosivo silos nn. 21-22-23;
• Demolizione meccanica silos nn. 8-9-10-11;
• Demolizione torre in acciaio;
• Abbattimento controllato con esplosivo nn. 25-26-27-28;
• Demolizione meccanica delle due gru (torri mobili);
• Demolizione meccanica silos nn. 29-12-13-14-15-16-17;
• Abbattimento controllato con esplosivo silos nn. 30-31-32-33-34;
• Demolizione di tutte le strutture di base, fino al piano campagna;
• Riduzione volumetria, separazione dei rifiuti ed avvio a recupero del materiale di risulta;
• Rimozione di eventuali sottoservizi e tombamento degli stessi fino al piano campagna;
• Smobilizzo cantiere.


Demolizione strutture minori
La demolizione meccanica delle strutture minori presenti all'interno dell'area hanno riguardato tutti i capannoni destinati a magazzino, al fine di ottenere due obiettivi basilari:
1. liberare lo spazio intorno al corpo centrale dei silos al fine di consentire ampi spazi di manovra;
2. creare un primo letto di macerie avente la funzione di piano di lavoro per le macchine operatrici.


Demolizione meccanica strutture maggiori
Tramite l'utilizzo di escavatori VOLVO e CAT del peso fino a 340 qli e dotati di braccio da demolizione UHS si è proceduto alla demolizione di tutti i silos lato monte oltre ai silos 20/24/29 lato mare. Le operazioni di demolizione dei silos sono iniziate il 3 aprile 2019 con la demolizione del silos 1. In meno di un mese sono stati demoliti 9 silos necessari a creare gli spazi giusti e gli opportuni letti di caduta per i blocchi da 2 e 3 silos da abbattere con le microcariche esplosive.
Con l'avanzare del cantiere sono stati demoliti meccanicamente, secondo il cronoprogramma stabilito, tutti gli altri silos lato interno darsena.
Nel proseguo delle operazioni di decommissioning si è proceduto allo smontaggio selettivo della torre metallica presente, mediante l'utilizzo di cannelli ossiacetilenici ed autogru.


Abbattimenti controllati con esplosivo
L'abbattimento controllato con microcariche esplosive è stato condotto dai fochini della SIAG di Parma, sotto la direzione del Dott. Danilo Coppe in 4 fasi, ovvero:
• realizzazione fori di caricamento
• posizionamento microcariche, micce detonanti, detonatori;
• esecuzione e controllo della linea di tiro
• posizionamento stazioni di rilevamento vibrazioni.
Mediante l'utilizzo di oltre 100 Kg di esplosivi, centinaia di inneschi elettronici, nonché decine e decine di metri di miccia detonante, nelle giornate del 29 e 30 aprile, 20 maggio e 17 giugno 2019, sono andati giù, in meno di 5 secondi ogni giornata, i 14 silos previsti nel piano di demolizione.
Tutte le operazioni sono state svolte sotto il controllo della Direzione Lavori, del Progettisti nonché delle Forze di Polizia e Sicurezza, sempre presenti sul posto.


Le fasi conclusive
Terminate le operazioni di demolizione, dopo il conferimento delle macerie nelle apposite discariche, si è proceduto al ripristino delle aree ed alla riconsegna delle stesse al Concessionario, in conformità dei tempi previsti e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza ambientale.
Ultima fase è stata quella del debriefing finale tra tutti gli attori del cantiere, per effettuare un confronto tra le previsioni progettuali e le misurazioni reali sul campo, in termini di velocità di propagazione dell'onda all'interno del terreno. Dall'analisi dei vibrogrammi è emerso che la risposta del terreno è risultata migliore di quanto previsto in fase progettuale, a significare che gli accorgimenti adottati per la riduzione degli effetti indesiderati hanno funzionato, mettendo in evidenza l'elevata capacità di organizzazione del team esecutivo.