Rifiuti: import-export, saldo quasi in pari, l’import alimenta le industrie verdi

Siamo un paese esportatore di rifiuti? No, Il saldo dell'export dei rifiuti urbani è limitato allo 0,5% del totale; l'import dei rifiuti speciali supera invece l'export ed è l'1,5% del totale. A calcolare il percorso dei rifiuti per l'estero e dall' estero verso l'Italia è il Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi. "L'Italia è un Paese più importatore che esportatore di rifiuti - dice Ronchi - anche se in percentuali piccole. Importiamo - perché siamo un Paese riciclone in settori economici importanti - soprattutto rottami ferrosi e non ferrosi, legno, plastica e vetro che alimentano con materie prime riciclate le nostre industrie". I Comuni che ricorrono all'export di una parte consistente dei loro rifiuti urbani, come Roma e Napoli, sono "eccezioni", osserva Ronchi, dovute alla forte dipendenza dai TMB (separatori dei rifiuti non differenziati con trattamento meccanico e biologico). "Nel 2015, il 56% dei rifiuti nel Lazio e il 50% in Campania - sottolinea Ronchi - è stato trattato in impianti di TMB e dopo il trattamento questi rifiuti devono andare , per la gran parte, in discarica e all'incenerimento. Molte Regioni invece trattano nei TMB quantità ridotte di rifiuti perché hanno puntato con successo su raccolte differenziate spinte di buona qualità, su efficienti impianti di pretrattamento e di riciclo dei diversi rifiuti di tutte le filiere, su impianti industriali per il trattamento anaerobico e aerobico dei rifiuti organici e sul riciclo anche dei rifiuti da spazzamento. Alimentando così quello che ormai è un fiorente settore della green economy" .

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