Un colosso fra colossi

A Nus, in provincia di Aosta, la Rival srl, azienda che si occupa di riciclaggio e valorizzazione dei rifiuti inerti, ha ampliato il suo parco macchine a netta maggioranza CAT con il nuovo frantoio mobile a mascelle QJ241 di Sandvik. Alla sicurezza in termini di qualità costruttiva ed efficienza produttiva del brand svedese si abbina la sicurezza e l'efficienza dei servizi offerti da CGT


All'ombra di quattro colossi si dispiega il territorio montano della Valle d'Aosta. Sono infatti il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso a cingere in un abbraccio la regione più piccola d'Italia con solo 3.263 km² di superficie e una densità di popolazione che non supera i 3,5 abitanti per km². Nonostante le sue dimensioni, è proprio per la sua particolarità di essere un territorio completamente montuoso che in Valle d'Aosta si è sviluppata una tortuosa rete infrastrutturale tale da poter essere paragonata, per estensione, a quella di una regione nettamente più ampia. Imprescindibili diventano quindi le manutenzioni, specie dopo il periodo invernale e specie dei due importanti trafori che insistono sulla regione collegandola alla Svizzera, attraverso il Tunnel del Gran San Bernardo, e alla Francia, attraverso il Tunnel del Monte Bianco. Saliente, quindi, la gestione e la valorizzazione dei rifiuti inerti prodotti durante le manutenzioni di questi importanti assi viari e non solo.
Nasce nel 2006 la Rival srl, società controllata dalla Valeco SpA operante dal 1989 nel settore dello smaltimento rifiuti, nonché recupero, anche energetico, degli stessi. Ed è proprio in località La Plantaz, a Nus in provincia di Aosta, che abbiamo conosciuto Alessandro Carena, Direttore Rival srl, e abbiamo potuto vedere all'opera il Sandvik QJ241, frantoio mobile a mascelle consegnato da CGT lo scorso giugno e già diventato imprescindibile attore del virtuoso ciclo di gestione e valorizzazione dei rifiuti inerti operato dalla Rival srl.
Come ci spiega Alessandro Carena: "il rapporto con CGT, che dura ormai da quasi 30 anni, visto l'ampio parco macchine CAT di cui dispone la Valeco, ha sicuramente giocato un ruolo significativo al momento dell'acquisto di un nuovo frantoio mobile per la Rival. Non solo - prosegue - CGT cura tutto il nostro parco macchine, a maggioranza CAT, con un'offerta che abbiamo valutato maggiormente vantaggiosa rispetto alla manutenzione che potevamo effettuare al nostro interno, ma soprattutto in tanti anni siamo sempre stati più che soddisfatti dalla tempestività di intervento e dall'efficienza operativa del personale, senza mai aver avuto problemi, né di ricambistica né di altro genere. Ovviamente - specifica ancora Carena - poter contare su una sicurezza simile ha costituito un punto in più a favore del Sandvik QJ241 che, sempre per sottolineare i servizi offerti da CGT, abbiamo potuto provare prima di acquistarlo direttamente nella nostra sede operativa, alimentandolo con i nostri materiali, per renderci effettivamente conto della sua produttività e di quanto calzasse a pennello con la nostra attività quotidiana".
Attività quotidiana che per la Rival srl consiste principalmente nel ricevimento dei rifiuti inerti (cemento, calcestruzzo, cemento armato, fresato d'asfalto, nonché rifiuti misti da C&D), nella loro successiva frantumazione, deferrizzazione, lavaggio e vagliatura al fine di ottenere materiale adatto ad essere reimpiegato, in sostituzione dei materiali inerti vergini (e con resistenze meccaniche di tutto rispetto visto che superano le 2 ton al cm²), in recuperi ambientali, nella produzione dei conglomerati, nella formazione di rilevati e sottofondi stradali, nella pavimentazione di piste poderali, nella creazione di terrapieni e arginature e nell'attività di costruzione.
Duplice la loro provenienza, come specifica Carena: "alla Rival trattiamo circa 17.000 t/anno di rifiuti misti da C&D derivanti dalla manutenzione delle abitazioni civili e dei fabbricati industriali, 3.000 t/anno di miscele bituminose/asfalto e circa 4.300 t/anno di cemento di grosse dimensioni frutto della manutenzione della rete infrastrutturale valdostana, trafori inclusi".
Proprio per la capacità di trattare cemento armato in grosse dimensioni, separando in maniera altamente efficiente i ferri d'armatura, è stato scelto il Sandvik QJ 241. Infatti, come spiega Carena: "prima dell'arrivo del Sandvik utilizzavamo un frantumatore applicato all'escavatore per strappare i ferri e ridurre volumetricamente solette e travi che ci venivano conferite, con l'aumento delle quantità in ingresso però ci siamo ben presto resi conto che l'escavatore con la cesoia non costituiva più un metodo economicamente vantaggioso, né in termini operativi né tantomeno a livello di tempistiche di esecuzione. Dunque - evidenzia - abbiamo optato per il frantoio mobile QJ241 che, non solo ci consente di immettere pezzi molto grandi nella tramoggia evitando spesso la necessità di una loro preventiva riduzione, ma consente anche di separare l'acciaio di armatura, permettendoci quindi di venderlo ai recuperatori senza il cosiddetto calo dovuto alla presenza del cls, oltre che rendere possibile anche l'impostazione di granulometrie diverse in uscita, così da riuscire ad accontentare subito e meglio le esigenze dei nostri clienti finali".
Se fino a qualche anno fa pensare di immettere in un frantoio mobile pezzi di cemento armato completo di tondini faceva rabbrividire i più, visto il concreto rischio che l'armatura bloccasse il frantoio e tagliasse il nastro, ora con il QJ 241 di Sandvik, grazie alle sue caratteristiche costruttive, non solo è possibile ma è realizzabile in piena sicurezza.
La tramoggia con sportelli a ripiegamento idraulico per un rapido approntamento è rinforzata e dotata di lamiere di rivestimento resistenti all'usura. Il grande alimentatore pre-vaglio a velocità variabile (grizzly) è munito di un sistema di controllo del carico utile per garantire una frantumazione continua e costante, mentre il frantoio (con struttura imbullonata tale da garantire la massima resistenza e durata, albero e cuscinetti per impieghi gravosi con sistema di ingrassaggio automatico di serie, mascella rigata al manganese ad alte prestazioni da 1000 x 650 mm) può anche funzionare in modalità di frantumazione rovescia per meglio affrontare l'asfalto e per eliminare eventuali blocchi. Blocchi che diventano un'ipotesi davvero remota con questo Sandvik QJ241 grazie al suo disegno a tunnel che riduce i punti di incastro. In più, come pone in luce Gianluca Tommaselli, operatore Rival srl, appassionato e profondo conoscitore delle mmt, tanto da spingere fortemente per l'acquisto del Sandvik QJ241: "la funzione di sollevamento e abbassamento idraulico del nastro principale, ideale proprio per incrementare lo spazio vuoto per lo scarico di armature nei lavori di recupero, può essere usata per abbassare del tutto il nastro e nell'ipotesi malaugurata che qualche ferro si incastrasse permette di agire con una braga o una catena per estrarlo manualmente in maniera agevole. Inoltre - specifica - il nastro principale largo 800 mm può scaricare a 3440 mm di altezza, così da garantire straordinarie capacità di stoccaggio senza la necessità che subito un altro operatore mi debba spostare il cumolo per poter procedere con il lavoro, quindi anche nel caso in cui fossi da solo in impianto potrei alimentare il Sandvik con l'escavatore CAT 323 LN E e poi spostare con la pala gommata CAT 950H con benna da 3 m3 il cumulo di inerti frantumati direttamente nella zona stoccaggio così da essere pronti per la vendita".
Anche a livello di manutenzione, questo frantoio da 32 ton e 168 kW di potenza risulta una scelta vantaggiosa: le tubazioni sono in acciaio per migliorare la dissipazione del calore, l'accesso al vano motore è facilitato e la ventola di raffreddamento idraulica (reversibile automaticamente) risulta ideale per espellere lo sporco dal radiatore. Onde evitare l'eccessivo spargimento di polvere, sul nastro sono state installate di serie delle barre spruzzatrici, a titolo di piccolo ma fondamentale accorgimento per la salubrità dell'ambiente di lavoro.
Da non dimenticare che la Rival srl, parallelamente all'attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti inerti, ha anche un sito produttivo, ove è situato l'impianto per la frantumazione di ciottoli e per la frantumazione e vagliatura della ghiaia. Essendo semovente il QJ241 può essere spostato dalla zona di trattamento rifiuti da C&D a quella degli inerti vergini per ridurre, se necessario, le granulometrie di materiali che vanno poi ad alimentare i frantoi e i mulini dell'impianto fisso.
Un vero colosso, dunque, questo frantoio mobile a mascelle Sandvik, tanto che, come ci illustra ancora Tommaselli: "lavora 6 ore al giorno 5 giorni a settimana, con una produzione che si aggira sulle 200 t/ora se frantuma laterizio e sulle 100 t/ora se frantuma calcestruzzo contenete ferro, quadruplicando la produzione rispetto a prima del suo arrivo. Con questo frantoio - prosegue - abbiamo anche risolto il problema dello spostamento del materiale, visto che prima dovevo prendere le diverse tipologie di rifiuto, quindi laterizio, cemento e asfalto, portarlo vicino al frantoio lavorarlo, e poi riportarlo a cumolo, ora invece spostiamo il Sandvik e lavoriamo direttamente in loco i vari materiali". Materiali che vengono accettati dalla Rival srl solo se puliti, ossia, nel caso dei misti da C&D, solo se esenti da residui di plastica, nylon, legno, carta e vetro proprio per rimarcare quell'attenzione al territorio, all'ambiente circostante e al pianeta tutto che sta alla base della scelta lungimirante di voler intaccare il meno possibile le risorse vergini a fronte di un sempre maggiore utilizzo di materiali riciclati, la cui produzione, anche grazie al Sandvik QJ241 diventa oggi ancora più virtuosa.

 

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