Sempre più Economia Circolare

Con l'acquisizione di Teseco, il Gruppo Hera si dota anche di un impianto di Soil Washing, tecnologia precedentemente non presente nel parco impiantistico di Herambiente, confermando la società leader della gestione integrata dei rifiuti

Hera è una delle maggiori multi-utilities italiane, che opera principalmente nei settori ambiente (raccolta e trattamento rifiuti pericolosi e non), idrico (acquedotti, fognature e depurazione) ed energia (distribuzione e vendita di energia elettrica e gas) con evidenti possibilità di integrazioni e sinergie tra i diversi comparti. Altre opportunità, operando in settori diversi, sono nelle possibilità di far ritornare le materie prime in cicli di riutilizzo delle stesse, concetto tipico del modello di economia circolare alla base della sostenibilità ambientale.
Nel Gruppo lavorano più di 8.500 dipendenti, impegnati ogni giorno nel rispondere ai molteplici bisogni di oltre 4 milioni di cittadini. Recentemente è stata acquisita, rilanciata e rimessa in moto l'attività di una storica azienda situata in Toscana (Teseco), dove già il Gruppo operava, in aree presidiate da controllate, nei siti di Santa Croce sull'Arno e Castelfranco di Sotto.
Questo quadro offre interessanti spunti di approfondimento per i vari settori.
Ne abbiamo parlato con il management di Hera.

Quali sono i vantaggi strategici derivanti dall'acquisizione di una società come Teseco in un'area dove già il Gruppo è operativo, quali efficienze a beneficio di tutto il sistema derivano dall'ampliamento e dall'espansione territoriale?
Da un punto di vista strategico l'acquisizione di Teseco rappresenta in primo luogo un importante passo per il consolidamento della leadership del Gruppo Herambiente nei settori industriali, con un presidio del mercato della Toscana e della costa tirrenica in particolare. Nonché lo sviluppo delle relazioni commerciali in ingresso e uscita grazie al porto di Livorno. Da un punto di vista industriale è in sintonia con altre iniziative di sviluppo impiantistico già avviate, come la partecipazione alla realizzazione del termovalorizzatore di Firenze.
Inoltre il Gruppo con questa operazione acquisisce un impianto di Soil Washing, tecnologia precedentemente non presente nel parco impiantistico di Herambiente. Infine permette di costruire sinergie industriali volte all'ottimizzazione impiantistica tra le piattaforme di Waste Recycling e di Teseco, con miglioramento di efficienza e ricadute dei vantaggi su tutto il settore, compresa la committenza e l'utenza.
Si rafforza quindi la posizione strategica del Gruppo sui mercati quali:
• Macro bonifiche.
• area Centro Sud Italia.
• Micro bonifiche di punti vendita.
• Fanghi da dragaggio.
Nel piano strategico di Herambiente è previsto lo sviluppo di piattaforme regionali per ampliare le filiere del trattamento dei rifiuti speciali.
Nell'area del Nord-Est è stata individuata la filiera dello stoccaggio sulla quale fare leva, da qui le operazioni sui termovalorizzatori di Trieste e Padova e quella in divenire sulle discariche nel Triveneto.
Nell'ottica di questo indirizzo strategico già la Società Waste Recycling e poi il ramo d'azienda ex Teseco presentano, per le caratteristiche logistiche e di matrice dei rifiuti trattati, un alto livello di complementarietà con le attività gestite dal Gruppo Herambiente. Gli elementi distintivi delle due aziende si andranno a fondere e completare, permettendoci di sfruttare anche le competenze commerciali maturate negli anni, soprattutto nelle attività di Global Service, ovvero quelle attività di gestione ambientale presso grandi aziende, anche con più siti produttivi sul territorio nazionale, in cui non ci occupiamo solo dell'avvio a trattamento dei rifiuti, ma anche di altre attività accessorie, fra cui la rendicontazione centralizzata e, soprattutto, il supporto e/o il coordinamento presso gli impianti da parte di tecnici Herambiente.

Quali sono gli sviluppi futuri che si possono ipotizzare nell'ottica di vantaggi che possono derivare dalla presenza contemporanea in settori di attività come quello dei rifiuti e quello dell'energia?
Per Herambiente, elemento chiave nelle offerte commerciali per i grandi clienti industriali non è solo la gestione a 360° delle tematiche ambientali, ma anche l'integrazione di queste con altre di carattere impiantistico, energetico e anche idrico. Sono quelle che Herambiente definisce Offerte On Site e rappresentano il punto di incontro sinergico fra le competenze di Gruppo, nonché la formalizzazione dell'impegno consulenziale costante che Herambiente Servizi Industriali fornisce ai propri clienti e ne è l'evoluzione, sotto forma di contratto di Gestione e Manutenzione On Site, che può concretizzarsi con il Design & Build.

Considerando la sua importanza nel settore a livello nazionale come, il Gruppo, ritiene di poter aiutare a rendere sostenibile nel tempo e competitivo il sistema industriale italiano, anche al cospetto di molti prodotti importati che contengono spesso vantaggi competitivi derivanti da norme più permissive e meno lungimiranti in tema di trattamento rifiuti, inquinamento e ambiente?
Il Gruppo Hera ed Herambiente, che ne fa parte, gestiscono le proprie attività nel rispetto dell'ambiente e della salute pubblica, secondo i principi della Corporate Social Responsability. Le scelte d'investimento e di business sono improntate alla sostenibilità ambientale, in un'ottica di crescita eco-compatibile anche mediante l'adozione di tecnologie e soluzioni che, nella fattibilità operativa e nella sostenibilità economica, consentano di ridurre, anche oltre i limiti fissati dalle norme, l'impatto ambientale delle proprie attività. La sostenibilità delle attività è un principio aziendale cardine ed Herambiente, operando da anni nel settore, con oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti trattati ogni anno, 82 impianti e più di mille operatori specializzati, è ormai diventato un benchmark di riferimento europeo. La società ha la dotazione impiantistica più significativa in Italia, che le consente una gestione dei rifiuti responsabile, distinguendosi per affidabilità, tecnologie all'avanguardia e alte performance ambientali, e in grado di fare fronte a ogni esigenza per una gestione integrata dei rifiuti che risponde alle priorità fissate dalle direttive europee di settore:
• ridurre i rifiuti prodotti, anche in termini di pericolosità;
• favorire riuso, riciclo e recupero di materiali di scarto e di energia;
• minimizzare il ricorso allo smaltimento in discarica.
Infine in tutte le proprie attività e relazioni Herambiente si è data un sistema di gestione integrato ai sensi delle norme UNI EN ISO9001:2008 (certificazione di qualità), UNI EN ISO14001:2004 (certificazione ambientale), dello standard OHSAS 18001, del regolamento CE 1221/2009 (EMAS), nonché il modello organizzativo e gestionale previsto dal D.Lgs. 231/2001 e il codice Etico di Hera.
I principi seguiti e le scelte effettuate dimostrano che è possibile applicare alla gestione dei rifiuti un modello industriale, e al contempo sostenibile, che affianca al rispetto della qualità ambientale efficacia ed efficienza.

Ci potrebbero essere in un prossimo futuro, in una logica di economia di scala, spazi di ulteriori sinergie, cooperazione del sistema industriale italiano e di aziende di servizi come il Gruppo Hera per valorizzare ulteriormente l'attenzione ai temi di sostenibilità e se si in quali ambiti o direzione per esempio?
Il Gruppo ha per primo intrapreso concretamente la strada segnata e caratterizzata dal concetto dell'economia circolare. Ne è un esempio concreto la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biogas con il quale sarà generato biometano. Per capacità di trattamento, 130.000 tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata in ingresso annualmente, sarà uno dei primi in Italia. Il biometano prodotto, circa 7,5 milioni di metri cubi all'anno, sarà destinato all'autotrazione e in particolare al trasporto pubblico locale. In parallelo saranno prodotte anche circa 20.000 tonnellate di ammendante compostato misto, che potranno essere utilizzate in agricoltura.
Sono stati inoltre effettuati importanti investimenti negli impianti di selezione per il trattamento dei rifiuti da raccolta differenziata, quali in particolare carta, cartone e plastica, da avviare a riciclo, sfruttando le più moderne tecnologie, per massimizzare qualità e quantità dei rifiuti da riciclare, come i lettori ottici.
Ma su questo versante il progetto più rilevante è la recente acquisizione del Gruppo Aliplast, leader in Italia nella raccolta e nel riciclo di rifiuti di matrice plastica e successiva rigenerazione del materiale: il processo integrato permette quindi di produrre materiali disponibili al riutilizzo. Con questa operazione Herambiente ha consolidato la propria presenza sul mercato con un elemento distintivo, unico e concretamente appartenente all'economia circolare.
Di conseguenza Herambiente può sfruttare e offrire ai propri clienti non solo soluzioni affidabili e integrate, ma che completano e chiudono il virtuale cerchio della sostenibilità. Herambiente per questi ricoprirà contemporaneamente il ruolo di fornitore ambientale, che ritira e recupera i rifiuti plastici derivanti dagli scarti e dagli sfridi della produzione, e anche di prodotto finito per l'avvio alla produzione di nuovi elementi plastici. Il Gruppo crede fermamente a questa strategia e non esclude quindi ulteriori sviluppi.

La reputazione e la sostenibilità, economica ed ambientale, sono temi sui quali le aziende più orientate al futuro stanno impegnando sempre più risorse, a partire dall'attenzione al ciclo di vita dei prodotti e dall'adozione di strumenti, fin dalla fase della progettazione dei prodotti, per valutarne i fattori rilevanti. Quali innovazioni tecnologiche o di altra natura si possono considerare, secondo la visione del Gruppo Hera, di particolare rilevanza negli anni recenti per le positive ricadute in termini di efficienza generale e quindi di costi più sostenibili per la gestione dei rifiuti industriali?
In un'ottica di "orientamento al cliente" è fondamentale partire dall'assunto che gli operatori del settore dovranno affrontare nei prossimi anni le sfide dettate dai cambiamenti in atto anche nel mondo dei rifiuti. Una delle più importanti sarà la capacità di affiancare alle attività di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti, quelle che prevedono la massima efficienza nella gestione delle risorse, la capacità di essere fidati consulenti strategici in materia di produttività del ciclo di vita dei prodotti e delle risorse, nonché l'essere in grado di accelerare e facilitare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che i clienti più attenti al tema reputation hanno fatto propri, come per esempio la minimizzazione o l'eliminazione dei conferimenti in discarica.


Waste Recycling Pisa
Uno degli ambiti in cui opera il Gruppo Hera attraverso lo stabilimento di Pisa, ex Teseco recentemente acquisito da parte della controllata Waste Recycling del ramo d'azienda impianti, è il trattamento dei rifiuti industriali e del suolo.
L'inquinamento del suolo è riconducibile a diversi contaminanti, tra i più noti ci sono i solventi, le sostanze organiche, i metalli pesanti (densità superiore a 5 g/cm3) come antimonio, arsenico, cadmio, cobalto, cromo, nichel, rame, piombo ecc.
Le mappe riportate in Figure 5 e 6 rendono l'idea dell'ambito di cui si parla: la prima mappa riporta i risultati dei campionamenti effettuati sui suoli di 29 paesi europei alla ricerca di presenze di metalli pesanti; la seconda riporta i siti contaminati cosiddetti d'Interesse Nazionale (cioè di particolare importanza e pericolosità) che, ai fini della bonifica, sono qualificati in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente.
Oltre le cause più note di inquinamento come gli insediamenti industriali dismessi, aree militari, inquinamenti diffusi riconducibili a fonti diverse, ce ne sono però molte altre di natura occasionale e concentrata come il cedimento strutturale di serbatoi interrati o semi-interrati, perdita di tenuta da giunti e tubazioni, inquinamento accidentale causato da incidenti, naufragi, operazioni ai terminali, blowout da piattaforme, rottura condotte, incidenti stradali che coinvolgono cisterne, ecc.
Gli interventi per gli inquinamenti localizzati in aree circoscritte, possono essere di diverso tipo prevedendo o meno il trasporto dei materiali da trattare.

In Situ
Trattamenti sul posto, non viene fatta la movimentazione o rimozione di materiali e suolo inquinato

Ex Situ On Site
Si fa movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato. Il trattamento avviene nell'area del sito stesso CON possibile riutilizzo dei materiali sul posto

Ex Situ Out Site
Si fa movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato con trasporto fuori dal sito stesso per avviare i materiali negli impianti di trattamento autorizzati o in discarica.

La scelta è di natura tecnica, legata alla tipologia di contaminante da rimuovere e del suolo stesso, ed economica: in funzione dei volumi da trattare, delle distanze per l'eventuale trasporto presso siti attrezzati, per grandi volumi può risultare più conveniente attrezzare sul posto gli impianti di trattamento.
In generale il trattamento di terreni contaminati utilizza tecnologie chimico-fisiche che combinano l'azione fisica, come la separazione dimensionale e quella chimica con la dissoluzione, eventualmente con l'aggiunta di reagenti, del contaminante nelle sostanze di estrazione.
La tecnica del lavaggio può essere impiegata per la rimozione di un'ampia gamma di inquinanti come sali, sostanze organiche, metalli pesanti da terreni che non abbiano contenuti particolarmente elevati di argilla ed humus che ne condizionano l'efficacia.
Presso la piattaforma Waste Recycling di Pisa sono nuovamente operativi ed a regime diversi processi tipici di trattamento per le diverse tipologie di rifiuto speciale di origine industriale, o provenienti dalle aziende di costruzione, e il loro trattamento, come riportati nella Tabella 1.
In particolare nella piattaforma di Pisa è presente un impianto di trattamento dei terreni contaminati mediante lavaggio, che permette di recuperarne, in funzione della loro tipologia, fino al 70-75%.
La frazione recuperata è costituita da sabbia, ghiaia e ghiaino, che, dopo i controlli e le verifiche effettuati al termine del processo, possono essere avviati al riutilizzo in vari settori, quali il ripristino ambientale e l'edilizia.
I materiali tipici in uscita sono prodotti riciclabili, acque da trattare, fanghi.
Dalle acque utilizzate nel lavaggio dei terreni, a fine ciclo, attraverso il processo di trattamento chimico-fisico, deriva un fango disidratato contenente, oltre agli inquinanti rimossi, anche la frazione più fine del terreno.
Dall'operazione di lavaggio si ottengono le seguenti frazioni:
• ciottoli, ghiaia, ghiaino, sabbia e sabbia grossolana (frazione a granulometria maggiore) che sono recuperati e destinati al riutilizzo;
• sabbie fini, limi, argille (frazione a granulometria fine), da sottoporre a ulteriore trattamento o da avviare a smaltimento.
Queste frazioni di materiali recuperate come sabbia e ghiaia, dopo controlli e verifiche, possono essere reimmesse nel mercato dei materiali inerti per l'utilizzo nel settore dei recuperi ambientali e delle costruzioni. Ne conseguono notevoli vantaggi per la riduzione della quantità dei rifiuti da avviare a smaltimento finale e del ricorso a risorse naturali estratte da cave di diversa natura.
L'impianto ha una potenzialità variabile a seconda delle caratteristiche granulometriche del terreno da trattare: 15 t/h nel caso di terreni con contenuto di limo pari a circa 36% e 18 t/h per terreni con contenuto di limo pari a circa 20%.
Fra le innovazioni principali nella piattaforma di stoccaggio e trattamento rifiuti di Pisa, oltre al Soil Washing precedentemente descritto, sono da segnalare:
• il processo di inertizzazione di fanghi e polveri;
• la sezione di trattamento chimico-fisico-biologico dedicata ai rifiuti liquidi.

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 67 del n. 3/2017 di Recycling...continua a leggere

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