Non solo demolizione

Abbiamo scelto il numero di Ecomondo per parlare sì di demolizioni ma uscendo dai canoni a cui i nostri lettori sono abituati. Perché demolire non è solo il processo tecnico che porta all'abbattimento di un edificio ma è spesso connesso ad altri aspetti che, se riguardano un evento catastrofico come il sisma dello scorso anno, è doveroso portare alla luce


A volte occorre fermarsi. Ci sono momenti che impongono una riflessione. Ci sono eventi dinnanzi ai quali è bene che anche la stampa tecnica faccia il punto della situazione. È il caso del sisma che ha colpito lo scorso anno il Centro Italia. Al di là della drammaticità dell'evento ci sono aspetti relativi alla gestione delle demolizioni e delle macerie che è bene affrontare, iniziando dal punto della situazione fatto dalla Regione Marche alla presenza della stampa e al cospetto dell'assessore Angelo Sciapichetti, del dirigente della PF Rifiuti Massimo Sbriscia, del segretario regionale Mibact per le Marche, nonché del responsabile dell'unità di crisi, Federica Furst e dei funzionari del Mibact. L'occasione è stata la presentazione del Rapporto Annuale Rifiuti 2016 che ha decretato la Regione Marche, con ben il 64% di raccolta differenziata, al terzo posto su scala nazionale. Ma soprattutto, come ha sottolineato l'assessore Sciapichetti: "dallo scorso anno stiamo affrontando il problema enorme della gestione delle macerie; con 165mila tonnellate già spostate, ossia quelle che ostruivano vie e piazze, pari al 95% delle macerie pubbliche. Si tratta di un lavoro gigantesco che è stato affrontato salvaguardando diversi aspetti: quello ambientale e di salute pubblica, trattando ad esempio opportunamente le macerie con amianto, quello della tutela del lavoro, quello dei beni culturali e quello dei proprietari delle cose rinvenute. Un lavoro certosino viene effettuato affinché le macerie abbiano un numero civico di riferimento cosicché i proprietari possano recuperare beni affettivi o di valore, come avvenuto anche con oro e preziosi".
Ottimi i dati sul riutilizzo del rifiuto-macerie: nel punto di raccolta di Monteprandone su 42mila tonnellate di macerie in entrata, solo 51 sono andate in discarica, mentre le restanti sono state recuperate o come inerti per costruzioni stradali, oppure come legname e metalli. Ancora migliore il dato del centro di Tolentino, dove su 49mila tonnellate entrate, solo 24 sono andate in discarica.
Un premio europeo è stato conferito a Maastricht all'Unita di Crisi marchigiana del Mibact, che in stretto contatto con la Regione e le ditte operatrici, lavora alla delicata e impegnativa gestione dei beni culturali coinvolti nelle macerie. "2400 schede di rilievo, 9mila beni mobili recuperati, 2100 metri lineari di archivi e 4mila volumi recuperati, 647 beni monumentali messi in sicurezza ad oggi, sono numeri che danno l'idea dell'enorme lavoro che le strutture Mibact delle Marche, coadiuvate da personale ministeriale proveniente da altre regioni, stanno facendo in zone periferiche e difficilmente raggiungibili", ha detto Furst.
Dopo il reperimento dei beni culturali, che avviene operando in loco, la gestione della catalogazione e conservazione avviene con tecnologie all'avanguardia. Anche attraverso microchip, i singoli frammenti vengono associati a ciascun bene architettonico, per la futura ricostruzione.


Macerie pubbliche, rimossa la quasi totalità

La quasi totalità delle macerie pubbliche è stata rimossa. Un obiettivo primario, quello di liberare strade pubbliche e piazze, per permettere il raggiungimento di tutte le frazioni e le case, soprattutto nei comuni più colpiti dal sisma.
"In totale - spiega l'assessore Sciapichetti - le macerie rimosse sono più di 150mila tonnellate. L'operazione di rimozione di tutte le macerie pubbliche permette di dare a tutti la possibilità di raggiungere le proprie abitazioni, con ritardi nelle frazioni più colpite come Pescara del Tronto ad Arquata".
Già da tempo è in atto anche la rimozione delle macerie private, soprattutto per quelle abitazioni che sono poste in adiacenza alle strade. Infatti ogni volta che si iniziano le operazioni di rimozione si procede con l'avviso ai cittadini che possono scegliere di essere presenti durante i lavori di carico così da poter reperire già in loco alcuni oggetti personali. Oggetti recuperati anche durante le fasi di selezione e cernita nei siti di deposito temporaneo di Monteprandone e Tolentino.
Le operazioni di rimozione inoltre hanno avuto un'accelerazione a seguito di una nota della Protezione Civile Nazionale dello scorso 7 settembre, in merito alle demolizioni degli edifici parzialmente crollati. Documento che considera la demolizione non più un procedimento a parte ma un'operazione connessa alla rimozione delle macerie, evitando così il percorso ordinario previsto con le ordinanze dei sindaci.


Rimozione macerie: libere le strade nella maggior parte dei Comuni

Risultano attualmente libere le strade di 44 dei 52 Comuni del cratere che hanno dichiarato la presenza di macerie sul proprio territorio a seguito del sisma e si va normalizzando anche la situazione relativa alla emissione di ordinanze da parte dei sindaci per attuare le demolizioni di sicurezza e consentire così l'agibilità di tutte le vie di comunicazione.
Nei restanti 9 Comuni la situazione è la seguente: a Camerino restano 250 tonnellate in vicoli secondari; a Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Ussita, Visso, Acquasanta Terme, Montegallo e Amandola è stata liberata la viabilità principale e restano da liberare alcuni tratti di viabilità secondaria; caso a parte è costituito da Arquata del Tronto, dove nelle situazioni più estreme come Pescara, Tufo e Capodacqua, ci sono ancora macerie miste su area pubblica e su area privata, rendendo queste frazioni ancora impraticabili nel loro complesso.
Per quanto riguarda la situazione generale dei lavori di rimozione, a settembre risultano 110.651,36 tonnellate rimosse, con un ritmo giornaliero di circa 2.000 tonnellate, destinato a incrementarsi, poiché sono in allestimento altri due siti di raccolta, che si aggiungono ai tre già operanti.
In base ai piani presentati dai Comuni con le stime dei quantitativi da rimuovere, i Comuni con più macerie sono: Arquata del Tronto (rimosse 53.000), Castelsantangelo sul Nera (rimosse 2.600 tonnellate e lavorate con il Mibact le macerie aventi valore storico architettonico, per le quali la stima è fatta in ore di lavoro e mezzi e non in termini di quantità), Ussita (rimosse 2.370 tonnellate).
Nei lavori di rimozione è stata data priorità a Visso, San Ginesio e San Severino Marche, per liberare la viabilità generale e rimuovere le macerie degli edifici scolastici. A Visso sono state rimosse 11.764 tonnellate, a San Severino Marche 10.212 tonnellate e a San Ginesio 8.778.
"Stiamo ultimando le operazioni per la rimozione e lavorazione delle macerie pubbliche", afferma il presidente Luca Ceriscioli. "Gran parte del materiale su strade e piazze è stato rimosso. Questo era l'obiettivo principale. La parte relativa alle macerie private, verrà poi lavorata con la ricostruzione delle singole abitazioni, anche perché per rimuovere le macerie private occorre di volta in volta avere le singole autorizzazioni dei cittadini. Stiamo lavorando con le amministrazioni locali. I Comuni infatti sono chiamati a fare le ordinanze di demolizione degli edifici pericolanti che costituiscono rischio alla pubblica incolumità, le messe in sicurezza degli edifici pericolanti non da demolire e anche gli avvisi propedeutici alla rimozione delle macerie che insistono sulle aree private".


Intervento per oltre 6,4 milioni di euro
In arrivo 6,4 milioni di euro ai Comuni e alle Province come anticipazione del 70% dei lavori di somma urgenza effettuati da parte di ditte private per la messa in sicurezza. Questo consentirà agli enti stessi di anticipare i soldi alle ditte che hanno effettuato i lavori in attesa del completamento dell'iter burocratico. Si tratta di una seconda anticipazione delle risorse da parte della Regione a favore dei Comuni e delle Province più volte colpiti dal sisma (24 agosto, 26-30 ottobre 2016, 18 gennaio 2017), per gli interventi di emergenza e messa in sicurezza, a carico della Contabilità Speciale, dopo la prima anticipazione a fine 2016. Lo stabilisce il Decreto del Soggetto Attuatore del sisma n° 640 che fissa, per la contabilizzazione di tali anticipazioni, il criterio oggettivo dell'individuazione del 70% dell'importo effettivamente contabilizzato dalle amministrazioni comunali e provinciali sul portale CohesionWorkPA.
La somma è stata decurtata dalle eventuali anticipazioni e liquidazioni già effettuate. Il totale certificato dagli enti è pari a 20.127.497,67 euro. L'importo pari al 70% del certificato ammonta a 14.089.248,37 euro. Il totale erogato agli Enti (incluso anticipo del 30%) è pari a 10.187.447,19 euro. La somma necessaria per arrivare ad erogare il 70% di quanto certificato è di 6.422.265,38 euro.
"Un atto importante per le imprese del territorio che con il 70% di anticipazione possono continuare a operare a favore delle nostre comunità", spiega il presidente della Regione Luca Ceriscioli.
"Le attività messe in campo nella fase dell'emergenza - continua il direttore della Protezione Civile David Piccini - sono relative al soccorso, all'assistenza e al ricovero delle popolazioni colpite dal terremoto, alla messa in sicurezza delle aree interessate e agli interventi urgenti volti a evitare situazioni di pericolo o maggiori danni. Abbiamo quindi ritenuto doveroso prevedere una ulteriore forma di anticipazione ai Comuni e le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, coinvolte dall'evento sismico, delle spese certificate per la realizzazione delle iniziative d'urgenza. Si tratta di un supporto finanziario essenziale per consentire agli Enti di effettuare in tempo utile tutti gli interventi necessari per la gestione della fase emergenziale e per garantire il pagamento ai fornitori e alle imprese coinvolte".

 

 

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