Far coincidere progetto e realtà

Con il 70% delle attività già completate, Montalbetti SpA sta portando avanti la bonifica e la demolizione degli impianti, delle tubazioni, dei condotti e delle strutture del retro caldaia Gr 4 della Centrale Alessandro Volta di Montalto di Castro (VT) di proprietà Enel Produzione. Quasi 16.000 ton di materiale ferroso per una sfida operativa e ambientale affrontata secondo i principi della sostenibilità e dell'economia circolare


Sorge nel cuore dell'Etruria, in località Pian dei Gangani nel comune di Montalto di Castro in provincia di Viterbo, la centrale termoelettrica Alessandro Volta di proprietà Enel Produzione. Immersa tra le campagne e i boschi a ridosso del mare, la centrale è nata nell'area che avrebbe dovuto ospitare la centrale elettronucleare Alto Lazio, mai completata e mai entrata in servizio, ed è costituita da quattro gruppi di produzione di energia elettrica da 660 MW elettrici ciascuno, alimentati con combustibili liquidi e gas naturale e da n.8 turbogas da 115-125 MW a ciclo aperto, a valle delle quali è installato un generatore di vapore a recupero.
In seguito alla richiesta di Enel Produzione del dicembre 2014, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha autorizzato la messa fuori servizio delle unità a vapore n.3-4 e nel 2016 anche delle unità 1-2.
Da marzo 2018, con data fine lavori prevista a novembre 2018, Montalbetti SpA è impegnata in interventi di bonifica e demolizione fino alla quota 0,00 dell'isola produttiva del gruppo 4 della Centrale. Nello specifico, le bonifiche riguardano le tubazioni gasolio e OCD poste sul rack principale di alimentazione della caldaia, mentre le demolizioni sono relative alla zona di retrocaldaia e comprendono: l'impianto abbattimento NOx (Denox), il captatore elettrostatico, l'edificio quadri elettrici del captatore elettrostatico, i condotti fumi, gli impianti ceneri leggere, i sili di stoccaggio, l'area dell'impianto strippaggio ammoniaca e il pipe rack di sezione, per un totale stimato di 15.880 ton di materiale ferroso. Al fine di gestire al meglio un cantiere complesso dal punto di vista non solo operativo ma anche a livello di gestione ambientale e sicurezza sul lavoro, è stato creato uno staff altamente qualificato che, grazie soprattutto alla virtuosa sinergia creatasi fra Committente e Affidataria, ha reso possibile affrontare questa sfida nel migliore dei modi.
Ne abbiamo parlato con il Responsabile Ambientale di Montalbetti SpA, Ing. Stefano Bolognini e con il Direttore Tecnico di Montalbetti SpA, Geom. Marco Romanelli.


Scoibentazioni

Come ci spiega Bolognini: "le operazioni di rimozione del materiale coibente sono state le prime ad eseguirsi e hanno interessato il rack principale del GR 4 retrocaldaia, sul quale correvano una dozzina di linee per un totale di oltre 2000 m di tubazioni da scoibentare, affiancate e sovrapposte ad una quota compresa tra i 6 m ed i 9 m.
Montalbetti SpA ha scelto di subappaltare tali attività a una ditta locale specializzata, la MCP Srl che vanta un'esperienza decennale all'interno della Centrale Alessandro Volta. Per la scoibentazione delle FAV (Fibre Artificiali Vetrose) sono state adottate procedure operative concordate e condivise dai responsabili Sicurezza e Ambiente di Enel Produzione SpA, in ossequio alle più recenti linee guida nazionali del settore e ponendo un'incessante attenzione nell'evitare ogni dispersione di fibra.
Categorica in questo senso è stata la scelta da parte della direzione lavori e dello staff di Montalbetti SpA, di svolgere tali attività in opera ed in precedenza alla decostruzione e demolizione della struttura del rack. La modalità di intervento è stata studiata preliminarmente e accuratamente in modo tale da ottenere al termine delle scoibentazioni un vero e proprio scheletro metallico che potesse essere demolito senza il minimo rischio di dispersione di fibre.
Separare, selezionare, dimensionare, customizzare e modulare il progetto di bonifica sono stati gli ingredienti del successo di questo intervento.
Si è scelto, infatti, di lavorare costruendo appositi ponteggi di estensione contenuta (circa 8 m) sul rack, cosicché gli operatori potessero eseguire ogni operazione in sicurezza per asportare il 100% del materiale coibente, allontanarlo rapidamente per conferirlo poi imballato negli appositi big bags nell'area dedicata.
Il concetto di creare dei moduli di lavoro procedendo per sezioni e andando poi a ricostruirli in sequenza sullo stesso asse ha funzionato, determinando un modus operandi non solo veloce, sicuro e in grado di massimizzazione la ripetitività delle operazioni, ma anche e soprattutto in grado di ridurre il numero di addetti in quota. In Montalbetti SpA ci piace procedere per settori: se riduco l'estensione di un'attività sono in grado di ridurre il rischio di incidenti, aumentando contemporaneamente la precisione del lavoro svolto e la rapidità delle operazioni, così da consentire una sequenza ottimale di piccoli interventi che permette un costante controllo delle attività a tutto beneficio dell'efficienza complessiva".

Bonifiche impiantistiche
Le bonifiche impiantistiche hanno riguardato la bonifica delle tubazioni del gasolio e dell'OCD poste sul rack principale che andavano ad alimentare la caldaia del GR 4. Tali operazioni sono state subappaltate ad una delle aziende leader del settore, ovvero la Franchini SpA Servizi Ecologici di Alzano Lombardo (BG).
Come sottolinea ancora Bolognini: "Anche in questo caso, nell'ottica di ridurre al minimo il rischio ambientale, si è scelto di lavorare in opera e preliminarmente alle attività di demolizione. Per fare ciò, una volta terminate le scoibentazioni sulle tubazioni interessate, è stato allestito un sistema di flussaggio con acqua calda a 80/90°C, immessa ad una pressione di 300 bar con aspirazione tramite mezzo autospurgo. Tale flussaggio idrodinamico forzato mediante ugelli rotanti ha consentito il completo svuotamento delle tubazioni dai residui di combustibile, con l'estrazione delle emulsioni oleose mediante aspirazione in continuo, il successivo travaso in container a tenuta stagna per poi inviare il refluo agli impianti di destino per il definitivo trattamento di recupero. Il processo si è concluso con l'ottenimento delle certificazioni Gas-free e dunque il permesso a procedere con le successive attività di demolizione.
Questa soluzione ha permesso di abbattere la possibilità di spandimenti accidentali perché si è operato in circuiti chiusi, senza depositare a terra nessuna tubazione sporca o parzialmente contaminata da residui, cosa che ha determinato una produzione finale di reflui notevolmente inferiore rispetto a quella che si sarebbe avuta optando per altre metodologie.
Ma soprattutto la soddisfazione di aver adottato questa tecnica, nel caso specifico della centrale Alessandro Volta, è ancora maggiore, in quanto l'aver recuperato il combustibile da un impianto dismesso ha avuto il vantaggio di evitare l'estrazione ex-novo di un quantitativo similare per sopperire ai fabbisogni energetici, trasformando quindi un rifiuto in risorsa e migliorando conseguentemente il ciclo di vita di un prodotto altamente inquinante come l'OCD".

Demolizioni
Come pone in evidenzia Marco Romanelli: "Il cantiere di Montalto di Castro rappresenta una sfida non indifferente per la Montalbetti SpA in quanto, per la sola demolizione del retrocaldaia GR 4, si parla di oltre 16.000 t di strutture, impianti e tubazioni in ferro, tutte da demolire entro novembre, quindi in soli 8 mesi dall'apertura del cantiere, ovviamente esclusi l'accantieramento, le attività preliminari di sezionamento, scoibentazione, bonifiche impiantistiche, da portare a compimento in meno di 7 mesi solari.

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 76 del n. 4/2018 di Recycling...continua a leggere

 

 

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