Da rifiuto a opera pubblica

L'esperienza di Roma Capitale nell'utilizzo di aggregati riciclati per la produzione di calcestruzzi non strutturali


I numeri del sistema
La produzione stimata di rifiuti inerti sul territorio del Comune di Roma è di circa 1.500.000 t/anno, escluse terre e rocce da scavo. Nel territorio sono presenti 5 impianti di riciclaggio di rifiuti inerti autorizzati ai sensi dell'art. 208 d.lgs. 152/06, che nell'anno 2017 hanno riciclato 690.000 t/anno. La quota parte restante di rifiuti da C&D prodotta viene avviata ad impianti di recupero esterni al Comune di Roma o smaltiti illecitamente. Lo smaltimento in discariche autorizzate di rifiuti riciclabili è ridotto a quote trascurabili, in quanto da tempo il mercato ha nettamente differenziato le tariffe del recupero da quello dello smaltimento, indicendo i produttori a delle attività di gestione in cantiere finalizzate a massimizzare la demolizione selettiva. Il tasso di smaltimento illecito (reimpiego in cantiere senza autorizzazione, abbandono sul territorio o nei cassonetti per RSU) dalle analisi condotte in anni precedenti arriva al 40% della produzione totale. Recenti indagini sui rifiuti indifferenziati raccolti da AMA spa hanno stimato in circa 4.500.000 e/anno il costo a carico del Comune per l'abbandono di rifiuti da C&D all'interno del circuito dei rifiuti ubani.


Azioni dell'Amministrazione di Roma Capitale per il contrasto allo smaltimento di rifiuti da C&D
Con la Delibera di Giunta n. 100 del 25 novembre 2016, il Comune di Roma ha imposto che tutti i cantieri pubblici e privati si dotino di un piano di gestione dei rifiuti in fase di progetto. Il progettista nell'ambito della redazione dei documenti per l'istanza propedeutica al titolo edilizio dovrà produrre un elaborato specialistico che indichi quantità e tipologie di rifiuti prodotti, nonché impianti di recupero o smaltimento individuati sul territorio. Nel caso di cantieri inerenti immobili residenziali con produzione di rifiuti non pericolosi inferiori ai 30 mc sono state previste procedure semplificate. La medesima Delibera prevede inoltre che in fase di fine lavori o SAL il Direttore dei Lavori certifichi l'avvenuto smaltimento dei rifiuti.
La citata Delibera ha effetti solamente sui cantieri per i quali è necessario richiedere titolo edilizio. Restano escluse le ordinarie manutenzioni, spesso causa di frequenti abbandoni nel circuito dei rifiuti urbani. Per fronteggiare tale fattispecie di illecito si intende agire ampliando la rete di raccolta delle piccole quantità prodotte dalle micro ristrutturazioni consentendo ai magazzini edili di attrezzare delle piccole aree di messa in riserva (max 30 mc di rifiuti non pericolosi). In questo modo le imprese potranno conferire piccole quantità di scarti edili, non afferenti al circuito dei rifiuti urbani, direttamente alle rivendite edili che a loro volta le avvieranno a recupero presso gli impianti autorizzati.


La produzione di calcestruzzi a bassa resistenza con l'impiego di aggregati riciclati

Nel 2017 nel Comune di Roma circa 140.000 ton di inerti di riciclo sono stati utilizzati per la produzione di calcestruzzi a bassa resistenza per il riempimento di cavi stradali. Si tratta del 20% circa del totale degli aggregati riciclati prodotti dai 5 impianti presenti sul territorio comunale.
Occorre chiarire che il regolamento cavi stradali di Roma prevede per le imprese che effettuino interventi di posa di sottoservizi (luce, acqua, telefonia, ecc) il divieto di riempimento con materiali di scavo o altri materiali aridi, mentre è obbligatorio l'impiego di miscele fluidi betonabili autolivellanti costituite da calcestruzzo a bassa resistenza, rapido indurimento e facile demolibilità secondo un protocollo tecnico messo a punto dal Dipartimento Strade della Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza.
Il Dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune di Roma ha attivo un registro delle imprese abilitate alle fornitura di tale prodotto, la cui componente inerte può indifferentemente essere costituita da aggregati naturali o riciclati. Negli ultimi anni l'impiego degli aggregati riciclati per tale scopo sta guadagnando terreno su quelli naturali, in considerazione del considerevole risparmio (3 e/ton degli aggregati riciclati contro 6 e/ton di quelli naturali). Si stima che nel 2017 circa 100.000 mc di calcestruzzi a bassa resistenza per il riempimento di cavi stradali siano stati prodotti con aggregati riciclati.
Oltre all'impiego di miscele cementizie per riempimento dei cavi stradali, il Dipartimento dei Lavori Pubblici di Roma Capitale ha appaltato a partire dal 2014 diverse opere finalizzate al riempimento di cavità sotterranee con l'impiego obbligatorio di calcestruzzi prodotti con aggregati riciclati. L'ultima in ordine di tempo e attualmente in corso, prevede l'impiego di 5.000 mc di calcestruzzo prodotto con l'impiego di aggregati riciclati. Si è stimato che impiegando questo tipo di miscela rispetto a quelle tradizionali si ottengano risparmi di spesa tra il 20% e il 30%.


Iniziative dell'Amministrazione di Roma Capitale per la promozione dell'impiego di aggregati riciclati in opere pubbliche
In tema di Green Public Procurement (GPP), con la Memoria di Giunta Capitolina del 13 dicembre 2017 è stato avviato un piano di sviluppo che prevede, successivamente alla formazione del personale, il controllo dell'applicazione dei CAM negli appalti comunali con ricadute sulla valutazione delle performance dei dirigenti.
è inoltre in emanazione un atto di Assemblea Capitolina che impegna i Dipartimenti e i Municipi alla previsione di impiego nelle opere pubbliche di aggregati riciclati, ove tecnicamente possibile, in sostituzione di materiali naturali.

 

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